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giovedì 5 giugno 2014

McHeyre podcast 2 THE ROAD to 1981




Lo speciale LED ZEPPELIN BBC sta andando benino, e questo ci conforta e sprona ad andare avanti con il progetto dei podcast come proseguimento di un quasi decennale progetto radiofonico, che discutibili scelte altrui hanno condannato al silenzio. 

Le BBC dei Led Zeppelin saranno disponibili ancora per pochi giorni, quindi affrettatevi.


Sia da solo che con Jacopo Muneratti stiamo mettendo in cantiere altre nuove puntate che ci auguriamo soddisfino i vostri fini palati musicali. L'utilizzo dei podcast può essere anche l'occasione per rispolverare vecchi lavori come THE ROAD to 1981.

Pubblicato originariamente a puntate su MAAT2020, nella sua versione "solo testo", questa è la versione completa, musica e parole e la trovare qui.

3 ore e mezza circa di programma tracciando il percorso musicale e spirituale di Robert Fripp tra due album dei King Crimson passando per ROXY MUSIC, PETER GABRIEL, DAVID BOWIE, TALKING HEADS.

Buon viaggio.



martedì 13 maggio 2014

HANS RUEDI GIGER

Ieri, all'eta di 74 anni è morto Hans Ruedi Giger, pare per una caduta traumatica.

Chissà quanto verranno valutate adesso le mie copie del
Necronomicon 1 e 2 della Taschen (già costose in vita sua).

Cinico ?
Di cattivo gusto ?

Però molto coerente con la sua "filosofia di vita".

Non era una persona "amabile".
Non era quel che si dice una persona raccomandabile.
Forse non era neanche una persona.

Sicuramente un genio. Nel gusto (di alcuni) e nel disgusto (di altri).

La sua carriera artistica, geniale, sregolata e pericolosa sarebbe già di suo materia per una serie di romanzi horror già illustrato fra l'altro. 
La sua carriera cinematografica è legata ai tempi in cui gli effetti speciali erano frutto di geniale atigianato e lo vogliamo ricordare per questo.


lunedì 3 marzo 2014

Advanced Readings in Dungeons & Dragons




Il 23 dicembre scorso è terminata sul sito della TOR books l'interessantissima serie Advanced Readings in Dungeons & Dragons dove gli autori, Tim Callahan (esperto di comics) e Mordicai Knode (giochi) una volta a settimana si sono cimentati ad analizzare nei confronti di D&D le opere dei seguenti autori e autrici (e tre antologisti): 

Robert H. Howard, Poul Anderson, Sterling E. Lanier, Fritz Leiber, Edgar Rice Burroughs, Jack Vance, August Derleth, Roger Zelazny, L. Sprague de Camp, Fletcher Pratt, Gardner Fox, Andre Norton, Michael Moorcock, Jack Williamson, Lin Carter, John Bellaris, Fred Saberhagen, Frederic Brown, Stanley G. Weinbaum, Manly Wade Wellman, H. P. Lovecraft, A. Merritt, Lord Dunsany, Philip José Farmer, Margaret St. Clair, Andrew Offutt, Leigh Brackett, J.R.R. Tolkien.

venerdì 28 febbraio 2014

Ma da che parte è l'ovest ? Rocchettari inglesi alla conquista del west !


Il western. 
Il genere dei generi. 
Il genere di superficie che può rivestire, come un abito comodo, tutti gli altri generi. Fantascienza, horror, commedia, detective story ecc ecc.

Questo abito comodo, questa superficie è un luogo geografico, reale e immaginario, talmente popolare per cui i suoi personaggi iconici (cowboy, sceriffi, "indiani", banditi), i suoi miti (sfide, duelli, inseguimenti, rapine, partite  a poker) e i  suoi scenari e strumenti (staccionate, polvere, pistole a tamburo, cavalli, stelle di metallo, carte francesi, cappelli, stivali) non hanno bisogno di essere "mediati" per far riconoscere subito l'ambientazione e l'epoca storica.
Lo dimostra il milione di cose "western"  esistenti. Il milione di film, telefilm, fumetti, parodie, circhi e musiche che usano l'immaginario western come sfondo.
Il "western" è talmente iconico da rendere immaginario anche il "west" reale. 
Simbolo di se stesso. Meta di sogni, speranze, viaggi.

Potevano i rokkettari più immaginativi di tutti, quelli britannici degli anni 60 e 70 ignorare il western ? Il rock britannico non ha in fondo per gran parte della sua storia guardato ad ovest ? E per molti  dei suoi aspetti fondamentali non si è forgiato prendendo da quanto succedeva ad ovest ? 
Pensate alla loro versione del jazz, del blues di Chicago, della contro cultura californiana, del minimalismo. Pensate alla British Invasion.

Sabato 1° marzo alle ore 17 su TRS Radio insieme a Glauco Cartocci (che ritorna dopo una troppa lunga assenza) a PUNTO D'INCONTRO, vi parleremo di alcuni musicisti britannici tra coloro che hanno usato la loro arte per raccontarci il loro western, immaginario, reale, simbolico che sia. Usando la musica per raccontare una delle più grandi tragiche e gloriose epopee della storia dell'umanità.



venerdì 2 agosto 2013

La Fontana di Lamneth, di viaggi e di cialtroni.


Contrariamente a quanto avevo detto nel post precedente decido di parlare ora della "prima" suite dei RUSH, "The Fountain  of Lamneth". Per il 25 agosto ci sarà tempo di articolare un discorso più approfondito sulle altre suite del gruppo.

Un post "leggero" comunque (anche se la suite, leggera non è) che in questa calura d'agosto chi ha voglia di stare troppo tempo seduti a leggere lunghi articoli su argomenti marginali ?

martedì 16 luglio 2013

The Story Of The Hare Who Lost His Spectacles


Come corollario ai due articoli dedicati all'album A Passion Play qui sul blog e sui Chateau d'Isaster Tapes nel blog di Jacopo, pubblico una molto interessante e del tutto peregrina analisi dei contenuti tematici del testo fatta dall'amico Giampiero Frattali.


A PASSION PLAY dei Jethro Tull 40 anni tra misteri e animali


A PASSION PLAY

realizzato a marzo 1973 ai Morgan Studios di Londra

pubblicato il 6 luglio 1973
Chrysalis
Prodotto da Ian Anderson








A PASSION PLAY (APP), l'album che divide i fan dei Jethro Tull compie 40 anni. Uno dei rari dischi del gruppo la cui copertina non mostra la facciona (fotografata o artistica) di Ian Anderson. Uno dei capolavori del cosiddetto progressive e ancora oggi oggetto di esamine e dibattiti. 

Per celebrare i rigogliosi e travagliati 40 anni di questo splendido lavoro che trascende i generi abbiamo concordato con i compagni di battaglie, Jacopo Muneratti e Giampiero Frattali, non uno ma ben tre articoli dedicati. Il primo è questo che state leggendo, un altro scritto da Giampiero lo troverete sempre su questo blog e tratta de "La Storia della Lepre che perse gli Occhiali" e dei suoi significati reconditi.
Un terzo articolo, quello di Jacopo, lo potrete trovare sul suo blog e tratta di quei magnifici e un tempo considerati perduti Chateau d'Isaster tapes che sono all'origine di APP.

Nessuno di noi tre vuole avere la verità in mano ma con questo triplice sforzo vogliamo da appassionati condividere con altri appassionati, la gioia e il piacere di un disco e di un gruppo, i Jethro Tull senza il quale il sottoscritto, Jacopo e Giampiero forse non si sarebbero mai conosciuti e diventati amici. 

Questo triplice lavoro lo dedichiamo a noi tre e a tutti quelli che vorranno condividerlo.

martedì 2 luglio 2013

THE TRIP - "ATLANTIDE" remaster + Live in Tokyo 2011



Torniamo a parlare di Atlantide e del suo mito dopo i due recenti articoli su "Cuore di Ghiaccio" di Alan Moore e "At The Mountains of Madness" di H.P. Lovecraft, in occasione della ristampa di "Atlantide" terzo album del gruppo europeo The Trip.
D'altronde è dal 360 A.C. tempo in cui risalgono i due dialoghi di Platone, Timeo e Crizia, che l'impero scomparso non smette di ispirare libri, romanzi, saggi, fumetti, quadri, copertine, sculture, pubblicità e appunto, musica.

martedì 25 giugno 2013

LE MONTAGNE DELLA FOLLIA

Come corollario alla recensione del volume Cuore di Ghiaccio che potrete trovare qui , trattiamo adesso del romanzo originale che ha ispirato Alan Moore e Kevin O'Neill nella loro ultima fatica e del continente Antartico che ne fa da magnifico sfondo.

Il fascino del romanzo non smette ancora oggi di ispirare altri, attraverso fumetti, corto metraggi animati, illustrazione e quant'altro.  


Esplorazione e avventura ai confini del mondo. Mysteri geologici, archeologici e biologici. Pericoli naturali e "folli". Tutti elementi che ci auspichiamo di trovare nel film di Guillermo del Toro e James Cameron, a prescindere da Tom Cruise, ma la mancanza di fondi sembra ormai aver arenato il progetto per il momento.

lunedì 22 aprile 2013

KIKI, consegne a domicilio, ovvero: In quella città ci voglio vivere.


Questa volta un post leggero come il film di cui andiamo a parlare.
Leggero ma per nulla superficiale.
KIKI Consegne a Domicilio del grande regista e cartoonist, Hayao Miyazaki.

Ne parliamo perché il 24 di aprile "esce" nelle solite 4 sale (o stanzette) italiane.
Non è il nuovo film di Miyazaki come la scritta in locandina potrebbe far pensare essendo dell'ormai lontano 1989 e quindi molto precedente al premio Oscar (non trovo il tasto con il simbolo del copyright) La Città Incantata (ma il nuovo film c'è ed è in arrivo ... e parla di aviazione).

lunedì 15 aprile 2013

SHANGHAI DEVIL

SHANGHAI DEVIL
di Gianfranco Manfredi e disegnatori vari.
Sergio Bonelli Editore.
Mini serie di 18 numeri in uscita mensile da ottobre 2011 a marzo 2013.


Il mese scorso dopo 18 mesi di vita editoriale si è conclusa la miniserie SHANGHAI DEVIL.
Terza serie in assoluto di Gianfranco Manfredi per la Bonelli. Le altre due ovviamente sono  le bellissime Magico Vento e Volto Nascosto. Di quest’ultima, Shangai Devil è il proseguimento e testamento.
E io mi sono letto tutti i 18 numeri uno dietro l’altro negli ultimi 10 giorni. Si è così .. le serie, si tratti di fumetti o di telefilm non riesco proprio a seguirle una puntata per volta con la giusta attesa settimanale (nel caso dei fumetti Bonelli, addirittura mensile .. brrr ) tra una puntata e l’altra. Preferisco aspettare che termini, rischiando di comprare a scatola chiusa una ciofeca, per fruirmela tutta e tutta d’un fiato. Solo così riesco ad assorbirla ... sarà un mio limite.

In Shangai Devil ritroviamo Ugo Pastore, uno dei personaggi più profondi e complessi degli ultimi anni dopo le vicende che lo vedevano cooprotagonista della prima serie, Volto Nascosto.

Come in Volto Nascosto ritroviamo il lucido e per nulla lusinghiero, per le nazioni coinvolte, esame che Manfredi fa del colonialismo. In Volto Nascosto l’esame si concentrava principalmente sull’esperienza coloniale italiana del 19° secolo in Africa in tutto il suo carosello di politici e militari cialtroni e incompetenti che tempestavano i quadri italioti dell’epoca.

giovedì 11 aprile 2013

La Morte & la Fanciulla

Pierre Puvis, 1872


l mito e l'arte condividono il destino di non poter essere descritti da aggettivi dai quali sfuggono inesorabilmente ma di poter essere descritti dalla funzione.
Entrambi trascendono se stessi. Il mito si avvale dell'arte per raccontare una verità universale posta agli albori. L'arte usa il mito per raccontare una verità posta fin dove il pensiero arriva. Questo legame è mantenuto dal simbolo che attraverso l'arte racconta la verità del mito in un linguaggio universale spinto a superare se stesso fin oltre a dove il pensiero può arrivare. Ovvero Il "Mistero".