giovedì 30 maggio 2013

JACK VANCE ( 28 agosto 1916 - 26 maggio 2013)


E' morto John Holbrook Vance.

E se n'è andato un altro dei grandi Maestri della Fantascienza americana classica. Chi è rimasto ? Frederik Phol, Robert Silverberg, Ursula Le Guin, Tra gli inglesi, Michael Moorcock,  Brian Aldiss ... pochi.

Il novero dei testimoni viventi (e attivi) di un'epoca che se ne va è ormai cortissimo.
Valgono le considerazioni fatte qualche giorno fa sulla scomparsa di  Manzarek e di  Trevor Bolder ma in questo caso nel contesto della letteratura di genere.

Le nuove generazioni li conoscono appena.  A volte solo di nome, spesso neanche questo. Sostituiti da nomi più "moderni" e osannati dalle nuove leve del fandom, ignari di quanto i loro beniamini siano derivativi di quegli altri signori ormai quasi tutti morti.

PUNTI D'INCONTRO CON LA SCUOLA. I BUONI MESTRI



Esiste ancora in Italia un ordinamento scolastico ?
Sulla carta (piena di cancellature e ritocchi) risulterebbe ancora di si ma a guardare le scuole stesse, sia come entità architettonica che concettuale, parrebbe di no. 

La scuola "informativa", contrapposta al vecchio modello "formativo" sta mostrando gli ultimi vagiti di un animale morente o è possibile trovare una terza via al metodo scolastico ?

giovedì 23 maggio 2013

Sindrome di Dorian


Questa settimana se ne sono andati Ray Manzarek e Trevor Bolder.

Del primo non ho bisogno di spiegare chi sia, se la vostra conoscenza dei Doors va oltre alle magliette con stampata la faccia de "er mito".





















Il secondo era solo uno dei tanti arruolati nell'esercito del Rock. Britannico, solido suonatore di basso elettrico dal suono caldo e preciso. Aveva lavorato tanto e soprattutto con Bowie e con gli Uriah Heep post Byron. 

Sempre più parlare di musica rock è fare necrologi. Negli ultimi anni se ne sono andati in tanti. Inutile fare l'elenco. Ancor più inutile osservare l'ovvio che ormai quella "stagione" che produceva musica popolare di squisita qualità dista da noi 40 anni e più. Le persone invecchiano e muoiono e solo l'immagine più reale di se stessi, su cui l'industria discografica e pubblicitaria ha costruito la sua fortuna, resta immutata nel tempo ed ai posteri.

L'immagine perpetua e immutata di tante copertine e foto servizi succhia la vita all'originale, come nel più famoso e peggior scritto del caro Oscar, ma al contrario.


















O si ....  resta la musica. Eredità artistica e trascendente di uomini spesso più comuni e semplici di come le immagini ci mostrano. Le immagini oltre a vampirizzare, ci ingannano.
Noi li vediamo, con l'occhio e con la mente, sempre più giovani e brillanti di quello che in realtà sono al momento di vedere le immagini. 
I concerti reunion di tanti storici protagonisti sono spietati nel rivelare questo. Ma poi cominciano a suonare ... e resta solo la Musica. 

Alle nuove generazioni la cui memoria è "potenziata" e beneficiata da internet il compito di ricordarli e ascoltarli tra altri 40 anni e oltre. Il nostro di compito è quello di fare il possibile perché l'eredità si tramandi.

Ci "sentiamo" in Radio sabato 25 dalle 17.00 .... se vi va !

Donald McHeyre





lunedì 20 maggio 2013

Analogy e MAT2020 di maggio

E' online il numero di maggio di MAT2020  ......
.... e si; ci troverete un mio articolo che ho già pubblicato qui su Castle McHeyre.

Avrei potuto dirvi che l'ho fatto per dare più piazza ad un articolo su cui credo molto (che poi è vero) ma in realtà è perché non ho avuto tempo questa volta di preparane uno apposito. 

Comunque non mancano i motivi per leggerselo gratis (direttamente on line, gratuito oppure scaricandolo direttamente in formato PDF sul vostro computer ...  gratis). 

Oltre alle solite rubriche di Glauco Cartocci, Corrado Canonici e altri il numero parte con un nuovo speciale sul grande Steve Hackett, di cui fra l'altro avremo modo di riparlarne qui e in radio a breve. 78 pagine tutte gratis. I link è qui accanto e ci troverete anche gli arretrati ... tutti gratis.

Nel numero che uscirà a giugno potrete leggere invece il mio articolo che riguarda il gruppo storico "europeo" degli Analogy di cui abbiamo parlato nel post precedente e che ho intervistato in radio sabato 18 maggio in occasione del loro nuovo album dal vivo, Konzert.

mercoledì 15 maggio 2013

PUNTO D'INCONTRO/ANALOGY e il rock progressivo europeo

Chi mi segue da anni (se qualcuno mi segue) conosce bene le mie preferenze per il rock britannico. Non ho mai spiegato questa mia preferenza a discapito del rock americano che ho sempre frequentato molto poco. 

Questioni di gusti ?
Senz'altro di base è così. Ma troppo semplice.

La mia passione per il rock britannico si associa ad un gusto generale per questa particolare cultura che appaga il mio senso estetico, uditivo e letterario più di altre.

Sto mitizzando ?
Sicuramente. Ma toglietemi i King Crimson, Oscar Wilde, le serie TV della BBC e William Hogarth e il mondo sarebbe moto più povero.

Molte volte abbiamo discusso della partita a ping pong tra le due sponde dell'Atlantico che dandosi, "americani" e "inglesi", ad ogni colpo di racchetta un nuova influenza, poco a poco sono arrivati a creare la musica ROCK.
Questa volta invece, tratteremo dell'influenza che la musica britannica "popolare" del XX° secolo ha avuto sul resto dell'Europa negli anni '60 e '70. 
Faremo nel corso della trasmissione radio pochi esempi pratici ma a che servono gli esempi pratici quando possiamo attingere direttamente dall'esperienza di chi quelle stagioni le ha vissute ?

Gli storici ANALOGY,  di matrice italo germanica, in occasione dell'uscita del loro nuovo album, ci racconteranno a PUNTO D'INCONTRO, sabato 18 maggio dalle ore 17.00 le loro esperienze. Gli anni nell'italietta degli anni di piombo e del Brancaccio, la vita londinese nell'epoca post punk/new wave, l'epoca attuale del post progressive.

Perché un tempo esisteva la gavetta!



Qui tutti i link:



Donald McHeyre




lunedì 13 maggio 2013

ELIO E LE STORIE TESE, orgoglio e pregiudizio!

Come scritto qui accanto il 7 di questo maggio è uscito il nuovo album di ELIO e Le Storie Tese.


Normalmente tengo le distanze dalla musica italiana sia storica che contemporanea. Su quella contemporanea (specie il becero cantautorato) non ci spreco neanche una parola. Su quella "di una volta" posso accettare dibattiti.

Per "di una volta" intendo alla maniera di una volta, ossia con intelligenza, creatività e capacità. 
L'orgoglio delle mie scelte riesce ad essere vinto solo se la qualità e tale da travalicare il pregiudizio e sono pochi, qui in Italia che ci riescono. 

Elio e Le Storie Tese sono senz'altro tra questi pochi. Come gli Area (e l'accostamento non è azzardato) oso dire che sono talmente bravi (e divertenti) che non mi sembrano neanche italiani.

Resta un mistero come siano riusciti a diventare così famosi nella nostra penisoletta nonostante che siano dei tecnici mostruosi, con tante idee da vendere, divertenti, con capacità creative indiscusse ma soprattutto con testi che fanno pensare. 
Sono riuscito, dopo una lunga riflessione, a pormi solo due possibili risposte.
1- In Italia c'è ancora speranza.
2-Siamo talmente rintriciulliti che il pubblico di massa si è lasciato totalmente ingannare dall'apparente facilità dei brani scelti per le promozioni da non accorgersi di cosa c'è davvero sotto (e la reazione del pubblico sanremese ai due brani scelti per il festival, "La Canzone Mononota" e "Dannati Forever", farebbe pensare questo).

La risposta io non ce l'ho e forse non ce l'ha neanche Jacopo Muneratti ma siccome io l'album non l'ho ancora ascoltato e per il momento so solo che è "biango", lascio a lui descrivercene i pregi (molti) e i difetti (pochi) di quest'ultima fatica di Belisari, Faso e co.

La sua recensione la potrete trovare nel suo blog Good Times Bad Times "nostro compagno di battaglie" il cui link è qui a fianco ma che per i soliti pigri metto anche qui.

Buona lettura.

Donald McHeyre

giovedì 9 maggio 2013

PUNTO D'INCONTRO, 11 maggio 2013





Le foto in apertura raffigurano il Palazzo della prefettura dell'Aquila, storicamente noto come Palazzo del Governo
A sinistra uno scatto fotografico precedente al 6 aprile 2009, a destra uno scatto fotografico successiva al 6 aprile 2009.
L'immagine simbolicamente raccoglie tutto il significato della tragedia che ha colpito gli abitanti della città nel buio delle 3 e 32 di quella notte. La scossa che mi svegliò qui a Roma me la ricordo ancora molto bene.
L'edificio fu realizzato dopo il terremoto del 1703 che distrusse l'edificio  precedente fondato nel 1282 da Carlo D'Angiò e utilizzato dall'Ordine di Santo Agostino. Una volta sopravvisse ma due è sfidare la divina provvidenza.
Un fulmine non cade due volte sullo stesso punto. Un terremoto lo può fare e l'ha fatto. 

Oltretutto la città sorge in un luogo storicamente noto per le sue scosse telluriche, in una penisola ben nota per le sue Storiche scosse telluriche. 
Resto ancora profondamente convinto che ad avere due soldi l'Italia, specie quella centrale, per cibo, paesaggi, storia, arte e clima sia il posto migliore in cui vivere al mondo. Ma nulla è perfetto. Ecco questa "piccola" imperfezione si potrebbe risolvere prendendo lezioni dai giapponesi o dagli olandesi su come si fa a vivere accanto ai fenomeni naturali dominanti senza dare materiale ai giornalisti per giornalare e occasioni per i politici di politicare ogni qualche anno.

Non seguo la politica e il problema dei terremoti è più grande delle mie capacità di discettarne ma una cosa la so. Siamo oltre alla vergogna.

Nella prossima puntata del programma radiofonico PUNTO D'INCONTRO, nello spazio culturale IlVoltaPagine a cura di Sebastiano Bisson ne parleremo con persone in grado di farlo come Enrico Sgarella, presidente dell'associazione Movimento Tellurico della quale vi linko il sito.

Appuntamento sabato 11 maggio dalle ore 17.00 per il consuento appuntamento con la musica dalla 4° dimensione e dalle ore 18.00 con IlVoltaPagine.

Vi aspettiamo.

Donald McHeyre


mercoledì 8 maggio 2013

M. P. SHIEL, IL "RE" DEGLI SCRITTORI E LA CACCIA AL CRIMINE DA UNA POLTRONA


Nello scorso articolo dedicato alla figura ed alle opere di un Maestro del fantastico come W.H. Hodgson si è accennato di sfuggita alla figura dell'indagatore dell'incubo (o detective psichico o cacciatore di fantasmi). Figure come il già ricordato Thomas Carnacki dello stesso WHH o di John Silence di Algernon Blackwood
La figura del Detective privato, spesso dilettante ma efficiente se non geniale, nasce con la letteratura "di indagine criminale" stessa. E la componente fantastica o per lo meno "insolita" era presente fin da subito rendendo i due "generi", il Whodunit e il racconto di fantasmi, all'origine una cosa sola. Oggi gli appassionati del "giallo" classico tendono a mantenere le distanze dal genere fantastico, specie dal tipico ghost story inglese ma l'evidenza delle opere letterarie storiche dimostrano quanto ci si sbagli a ripudiare questa origine comune.
Salta subito all'evidenza anche al lettore distratto come la ricerca di un colpevole e la ricerca di una causa scatenante un fenomeno soprannaturale utilizzino le stesse procedure di ricerca, deduzione, induzione, ricostruzione e confessione, ossia l'indagine. Spesso questa indagine utilizza anche gli stessi strumenti scientifici o parascientifici oggettivi per squarciare il velo del mistero.

Senza scomodare Plinio il giovane come primo esempio di cacciatore di fantasmi la figura moderna del detective narrativo, sia di spettri che di più umani "colpevoli" nasce nell'ottocento con i personaggi di C.Auguste Dupin di E.A. Poe e del Dottor Hasselius di J. S. LeFanu (non a caso definito il Poe inglese: Era irlandese) anche se il primo esempio o almeno uno dei primi esempi di detective story lo abbiamo con il racconto "La Signorina Scuderi" di E.T.A. Hoffmann del 1819.

Auguste Dupin
Da notare che Hasselius è solo un compilatore, prosaico e ordinario, di casi dove il fantastico fa irruzione in forma devastante nel quotidiano, mentre il geniale induttivo Dupin è lui il principale elemento  sopra le righe ma direttamente risolutivo in casi anche "insoliti" ma privi di elementi fantastici.
Per avere un vero detective dell'incubo, direttamente coinvolto con le vicende, dovremo aspettare qualche decennio più tardi a cavallo del XIX° e XX° secolo e il modello sarà proprio Dupin, primo di una serie di personaggi sopra le righe se non addirittura bizzarri tra i quali il più bizzarro di tutti è il Principe Zaleski di M.P. Shiel.

mercoledì 1 maggio 2013

W.H. HODGSON, IL MARINAIO DELL'IGNOTO


A 95 anni dalla sua scomparsa ricordiamo la vita e le opere di uno dei grandi Maestri del fantastico, William Hope Hodgson (Essex, 15 novembre 1877-Ypres, 17 o 19 aprile 1918). 
Marinaio, fotografo, atleta, scrittore soldato e sognatore.

Hope fa parte di quella schiera di grandi autori fantastici che a cavallo tra il XIX° e il XX° secolo trasformarono la narrativa fantastica, fino a quel momento quasi tutta solo principalmente estetica o principalmente didattica, nella narrativa come la conosciamo oggi creando capolavori immortali e "moderni" punto di riferimento di ogni media che si cimenti con il fantastico, il meraviglioso, l'insolito e la fantascienza. Autori come Conan Doyle, Arthur Machen, Algernon Blackwood, Robert Chambers, Bram Stoker, M.R. James, M.P. Shiel, Max Beerbhom, W.B. Yeats, Edward Plunkett (solo per citarne alcuni). Tra questi William Hope Hodgson si ritagliò sin da subito lo spazio che merita nonostante la sua giovane età e la sua brevissima carriera e ancora oggi giustamente e continuamente ricordato e ristampato.
La sua stessa vita potrebbe essere soggetto di un film.