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giovedì 25 giugno 2015

Patrick Mcnee, "you are needed"





Davanti ai balordi, agli infami o semplicemente davanti ai maleducati che incontro ogni giorno, cerco di reagire pensando a John Steed. A come avrebbe reagito lui.

John Steed è Patrick Macnee.
Patrick Macnee è John Steed.

John Steed è il simbolo di un modo più civile di affrontare la vita.
Patrick Mcnee, abbiamo ancora bisogno di te.

venerdì 28 febbraio 2014

Ma da che parte è l'ovest ? Rocchettari inglesi alla conquista del west !


Il western. 
Il genere dei generi. 
Il genere di superficie che può rivestire, come un abito comodo, tutti gli altri generi. Fantascienza, horror, commedia, detective story ecc ecc.

Questo abito comodo, questa superficie è un luogo geografico, reale e immaginario, talmente popolare per cui i suoi personaggi iconici (cowboy, sceriffi, "indiani", banditi), i suoi miti (sfide, duelli, inseguimenti, rapine, partite  a poker) e i  suoi scenari e strumenti (staccionate, polvere, pistole a tamburo, cavalli, stelle di metallo, carte francesi, cappelli, stivali) non hanno bisogno di essere "mediati" per far riconoscere subito l'ambientazione e l'epoca storica.
Lo dimostra il milione di cose "western"  esistenti. Il milione di film, telefilm, fumetti, parodie, circhi e musiche che usano l'immaginario western come sfondo.
Il "western" è talmente iconico da rendere immaginario anche il "west" reale. 
Simbolo di se stesso. Meta di sogni, speranze, viaggi.

Potevano i rokkettari più immaginativi di tutti, quelli britannici degli anni 60 e 70 ignorare il western ? Il rock britannico non ha in fondo per gran parte della sua storia guardato ad ovest ? E per molti  dei suoi aspetti fondamentali non si è forgiato prendendo da quanto succedeva ad ovest ? 
Pensate alla loro versione del jazz, del blues di Chicago, della contro cultura californiana, del minimalismo. Pensate alla British Invasion.

Sabato 1° marzo alle ore 17 su TRS Radio insieme a Glauco Cartocci (che ritorna dopo una troppa lunga assenza) a PUNTO D'INCONTRO, vi parleremo di alcuni musicisti britannici tra coloro che hanno usato la loro arte per raccontarci il loro western, immaginario, reale, simbolico che sia. Usando la musica per raccontare una delle più grandi tragiche e gloriose epopee della storia dell'umanità.



lunedì 29 aprile 2013

Dr. Quatermass, pomeriggio con razzi e alieni


Ieri non mi andava di leggere niente ne di ascoltare nessun disco (capita!) ne di fare alcunché (aprile dolce dormire) quindi per ammazzare il tempo ne ho approfittato di rivedermi tutta la trilogia cinematografica del Dottor Bernard Quatermass, targata Hammer. 


Il personaggio è creatura di Nigel Kneale (1922-2006) e risale il suo debutto al 1953. Le sue storie sono state ridotte in ogni media possibile ma originariamente erano presentate come serie televisiva dalla BBC diventando presto uno dei personaggi della SF più popolari al mondo. 
Nigel Kneale nel 1990
Mentre i romanzi, adattati o originali, si vendono ancora come panini (almeno nel mondo anglofono) la serie televisiva è stata per gran parte vittima delle "purghe inglesi" ma la sua importanza resta sia per la popolarità riscontrata subito da pubblico e ancora viva, sia per l'influenza che ha avuto su serie successive come Il Dottore (who) e con la quale si era tentato anche di fare degli spin off e Zaffiro & Acciaio.

Kneale era famoso per non aver mai accettato completamente come adatto quasi nessuno dei numerosi attori che si sono succeduti nell'interpretare il battagliero scienziato esperto di missilistica contro gli alieni di turno intenti a fare qualcosa alla Terra ed ai suoi abitanti. In particolare non ha mai accettato le versioni Hammer dirette da Val Guest del suo personaggio e in particolare l'attore americano Brian Donlevy che lo ha reso celebre tra chi non ha mai potuto seguire i serial televisivi o i radiodrammi.

La trilogia della Hammer è la versione cinematografica di storie precedentemente apparse nei serial della BBC ed è disponibile da anni in un grazioso cofanetto di 3 DVD, si compone di:

L'Astronave Atomica del dottor Quatermass (The Quatermass Xperiment) del 1955, I Vampiri dello Spazio (Quatermass 2) del 1957. Entrambi diretti da Val Guest con Brian Donlevy. Prodotti da una Hammer precedente ai grandi successi ipercolorati degli anni '60 con Peter Cushing e Christopehr Lee ma sono due filmetti graziosi con un ottimo ritmo ed effetti speciali che fanno "tenerezza".

Brian Donlevy
Nel primo vediamo Quatermass e la sua equipe collaborare con l'ispettore di polizia Lomax ne tentativo di sventare le conseguenze del primo viaggio spaziale del governo britannico degli anni '50 (questa si fantascienza). Nel secondo Quatermass intento a riprovarci ideando un progetto per una base lunare (prima di Jerry Anderson) vede le sue idee frustrate da alieni molto lovecraftiani in un film molto meno "di indagini" del primo ma più "action" nonostante la presenza anche qui dell'Ispettore Lomax (interpretato da un altro attore).

Andrew Keir (sinistra)
Nel 1967 (altra epoca altro stile) la Hammer ritorna sul personaggio con Quatermass and the Pit (L'Astronave degli esseri perduti) diretto da Roy Ward Baker con il barbuto Andrew Keir nella parte di un più "umano" e sensibile Quatermass. 
Questo 3° film, spesso tralasciato a favore dei due precedenti, pur rimanendo sul tema degli alieni viene persuaso di atmosfere nere e orrorifiche (la Hammer ormai era diventata LA Hammer), dando delle suggestive (e molto lovecraftiane) teorie "scientifiche" sul fenomeno del diavolo e degli spettri con un risultato che ancora oggi intriga molto lo spettatore. Unico neo dei militari troppo macchiettisticamente ottusi da stridere troppo con l'atmosfera cupa e "seria" del film.

In conclusione tre film ancora oggi piacevoli ed intriganti da gustarsi in un pomeriggio sonnacchioso con quel fascino tutto particolare che hanno certe produzioni britanniche degli anni '50 e '60.





Quatermass ha ispirato anche un "famoso" gruppo di progressive britannico degli anni '70:




Donald McHeyre












giovedì 4 aprile 2013

THE DEMOLISHED MAN (L'Uomo Disintegrato) di Alfred Bester


Alfred Bester nacque nel 1913.
La pubblicazione originale di "The Demolished Man" risale al 1953.
La Mondadori lo pubblicò in italiano nel 1963.
Io lo lessi la prima volta nel 1993.
L'incipit del romanzo recita: Nel gennaio del 2013 sulla coppia solare ....
La mia copia del libro mi è risaltata all'occhio in circostanze fortuite e inaspettate il 20 di marzo 2013 (20.03.2013).
Questa straordinaria simmetria di date con salti di 10 e di 30 anni mi induce a pensare che le coincidenze possano essere in realtà delle strade tortuose che ci portano ad un significato nascosto ma non sempre il significato è ovvio.

lunedì 4 marzo 2013

La radio e gli "inglesi"



E' stato usato subito come veicolo mediatico dai sovrani britannici per arrivare al maggior numero dei propri sudditi in ogni parte dell'impero.


E' stato un importante strumento di propaganda e informazione anti nazista durante la seconda guerra mondiale. 

E' stato fondamentale veicolo per la diffusione della musica rock pop in un'epoca pre internet.

mercoledì 6 febbraio 2013

Chiacchiere tra elefanti SERIE TV


Gli anni 80 sono stati una croce per chi ha vissuto "cosciente" i decenni precedenti. Anche per chi è nato negli anni 70 ed è stato ragazzo negli anni 80, questi sono:
1) Quelli da dimenticare. Dove tutto era plasticoso e superficiale.
I fan dei Police e  Ultravox.
Oppure:
2) Quelli che da giovani il decennio l'hanno saputo vivere e magari ci si sono pure divertiti. I fan dei Duran Duran e Spandau Ballet.