martedì 26 marzo 2013

PASQUA NERA

BLACK EASTER
romanzo di James Blish, 1968.


Baines, un potente magnate dell'industria bellica ingaggia il mago nero Theron Ware perché invochi le potenze infernali minori da utilizzare per specifici assassini su personalità della politica e della scienza che minacciano i suoi affari.
In realtà questi incarichi da killer sono solo un test per verificare se Ware sia solo un ciarlatano o effettivamente un potente esperto dell'Arte Nera. Il vero obiettivo di Baines è utilizzare queste conoscenze per una sua "ambizione artistica" ossia liberare le potenze infernali minori e maggiori su tutto il mondo per una sola giornata e poi vederne gli effetti. Dapprima Ware è dubbioso sull'accettare o meno questo pericolosissimo incarico, adducendo come motivazione, oltre all'ovvia possibilità che "l'esperimento" sfugga al controllo, anche l'osservazione che se Baines vuole vedere il sangue frutto del suo commercio basta accendere qualunque notiziario internazionale su questa o quella guerra nel mondo. Alla fine Ware si convince di accettare non tanto per soldi ma stimolato dalla curiosità scientifica dell'esperimento come lo sarebbe ogni scienziato. Perché tale si qualifica Theron Ware e la sua Arte, una scienza. Come ogni disciplina scientifica la magia funziona su regole ferree e rituali precisissimi.


Così il giorno di pasqua nella villa di Ware a Positano in provincia di Salerno, si riuniscono, oltre al mago nero,  Baines, Ginsberg, il suo segretario, Hess, uno scienziato ingaggiato come osservatore e Padre Domenico Bruno Garelli, potente mago bianco inviato dal monastero di Monte Albano vicino Frosinone a supervisionare l'invocazione/esperimento e aiutare Ware nel caso le cose si mettessero male. Padre Domenico aveva tentato di dissuadere Ware e dopo di convincere il conclave di maghi bianchi (ciascuno un omaggio ad altri scrittori di fantascienza la cui vera identità è rivelata nella loro descrizione) riunitosi al monastero  di impedire il rito ma una Convenzione magica tra praticanti neri e bianchi impedisce che si interferisca e i precetti del "bene" impediscono anche che si auguri al "male" di andare ... male.

L'americano James Benjemin Blish (23 maggio 1921-30 luglio 1975) era uno stimato biologo e un erudito critico letterario. Insieme a Damon Kinght sono stati i due scrittori di SF ai quali si deve una critica seria e intellettualmente valida in un settore dominato più che altro dal fandom  artigianale e che si esprime all'ora, come in una certa misura anche oggi, di aneddotica (alla Sam Moskowitz).

Aprirono la strada ad altri autori/critici come Alexei Panshin e Brian Aldiss. Purtoppo il lavoro critico di questi signori non riuscì mai a sdoganare la SF dalla sua nicchia e il mainstream continua ancora oggi a ricordare alla SF la sua origine "bassa" e "popolare" delle riviste pulp. E quando il mainstream accetta autori di genere come ha fatto con Ray Bradbury lo fa espropriando l'autore dal suo settore e lasciando quest'ultimo nel ghetto.




Le tematiche di base di James Blish sono la conoscenza nel momento della sua creazione e l'analisi degli elementi creativi che hanno portato a questa conosceenza, oltre agli effetti che tale conoscenze hanno sulla società.

Blish cominciò a scrivere negli anni '50, un periodo molto didattico per la fantascienza in cui si stava perdendo il sense of wonder e le idee nuove ristagnavano preferendo approfondire sotto altri punti di vista le stesse tematiche già poste nei decenni precedenti. Da questa desolazione però nacque la prima fantascienza sociologica seria nella quale si preferiva approfondire più che il funzionamento della "macchina", l'impatto che la "macchina" poteva avere nella società attuale o futura. Maestri in questo specifico settore furono Frederick Phol e Cyril Kornbluth come P. K. Dick.
Nell'ambito di queste "fantasie speculative" si colloca il primo ciclo di Blish detto delle "Cities of Flight" dove l'invenzione scientifica e l'analisi che tale invenzione ha sulla società raggiunge livelli esemplari. 
Nei quattro romanzi della serie (pubblicati tra il 1956 ed il 1962) Blish mostra una visione sociale del problema conoscenza, affrontandola su vasta scala e in un contesto di "storia futura" inaugurato da Robert A. Henlein molto tempo prima.

Dopo una pausa di circa 10 anni Blish ritorna sul tema ma questa volta da un ottica diversa. Antropologica, individualistica e  religiosa con la  trilogia  tematica  chiamata 
After Such Knowledge (da una frase di T.S. Eliot: Dopo tale conoscenza, quale perdono?) nella quale si prefigge di esplorare il tema del bene e del male e della loro manichee validità o meno in tre ottiche storiche. Quella medievale in Doctor Mirabilis (1964), in quella futura in A Case of Conscience (prima in rivista nel 1953 e poi espansa in volume nel 1958) forse la sua opera migliore e più famosa che gli valse un premio Hugo e in questo Black Easter del 1967/68, dove si affronta il tema generale al tempo storico presente.

In A Case of Conscience una spedizione scientifica viaggia su un altro pianeta e viene in contatto con la sua civiltà indigena  la quale vive in uno stato idilliaco e armonioso ma senza conoscere la trascendenza del divino e il concetto di religione. Per il biologo umano della spedizione che è anche un gesuita si pone il quesito di come possa esistere una civiltà basata sui concetti del cristianesimo ma senza avere il concetto di dio. Può dio permettere che delle sue creature vivano senza la consapevolezza del divino ? Se non è stato dio a crearli essi come possono vivere secondo le sue regole ? Il Caso di Coscienza del gesuita/biologo lo porta a contrasti tra la sua scienza ed il suo credo a porsi dei dubbi eretici e manichei. 

Nel frattempo era anche cambiata la sensibilità e il gusto del pubblico e si era evoluto quel ramo parallelo della fantascienza pulp chiamato "Science Fantasy". I termini sono sempre di comodo e utili per lo più ai bibliotecari e alla pubblicità ma comunque la vogliate chiamare essa era nata dalle idee di John W. Campbell creando nel 1939 una sorella minore per Astounding Stories chiamata Unknow Worlds . In questa rivista si esplarava il mondo della magia e quello mitologico ma da un' ottica razionale e se possibile scientifica. Limitando il mistero e l'estetica del meraviglioso (ma non del tutto) ma dandogli anche un'apertura mentale coerente e una rigorosità contenutistica che mancava al weird fantasy della rivista quasi omonima e di rimando ad autori come H.P.Lovecraft, C.A. Smith, R.E.Howard, C.L.Moore il primo H. Kuttner ecc. principalmente estetici e sognanti. (nota: Sul fatto che poi mancasse e in che misura la coerenza contenutistica sulle pagine di Weird Tales ciò sarebbe, anzi è, motivo di dibattito che si potrà affrontare in un altro momento).


Da questa rivista nacquero i termini Sword & Sorcery ed Heroic Fantasy con opere come  il ciclo di Fafhrd e il Grayy Mouser di Fritz Leiber e il ciclo del Castello d'acciaio di L. S. De Camp e  F. Pratt  ed opere ambientate nel 20° secolo ma dove la magia esiste anche se razionalizzata, come il romanzo Conjure Wife ancora di Leiber, Apprendista Stregone di De Camp, Schiavi degli Invisibili di E. F. Russel e ll Battesimo del Diavolo di D. Wheatley (la cui rigorosità e conoscenza dei riti d'invoczione demoniaca ritorveremo in Pasqua Nera). 
L'intenzione di Blish è di trattare la magia come una scienza e con la rigorosità e l'approccio che troveremo in un romanzo di SF, più di come aveva fatto Leiber e senza la comicità cialtronesca degli "eroi" di De Camp (razionalista e scettico all'estremo) però meno descrittivo di Wheatley. A Blish non interessa diffondere un trattato di invocazione demoniaca ma di svolgere in modo rigoroso il tema che si è imposto.



"Bene è il passivo che obbedisce alla ragione, Male è l'attivo che scaturisce dall'energia"
William Blake


Il manicheismo nasce come corrente teologica che abbraccia tutti i cosiddetti monoteismi pre esistenti e successivi. La luce  e le tenebre, il bene e il male, lo sbagliato e il giusto ma quando i monoteismi abbracciano esclusivamente il manicheismo ne deriva una crisi ideologica e culturale difficile da sanare.  
Il dualismo manicheo cristiano incoraggia l'equazione sbagliata che bene sia anche legge e male sia anche caos dando a dei valori etici (legge/caos) universali e naturali, limitazioni morali (bene/male) soggettivi e limitati al punto di vista della cultura che li esprime. 
Altre culture e filosofie non hanno gli stessi problemi, come il taoismo che mette il conflitto bene/male decisamente in secondo piano. Oppure sono del tutto assenti come nell'induismo dove la metafisica tra l'immanente e il trascendente, tra il dio interiore e il dio universale sono i punti cardini e le differenze da risolvere.

Una domanda del tipo "Come può dio onnipotente permettere che esista il male ?" in culture esterne a quella cristiana  non ha nessun significato. Nel contesto cristiano e un poco sfittico dei personaggi "buoni" del romanzo Pasqua Nera, impedisce a Padre Domenico persino di "non pregare per l'insuccesso del mago" dove invece sarebbe urgente intervenire con forza ad impedire lo scellerato rito.
Si può definire come il problema ortodosso del male. Il problema secolare in seno al cristianesimo secondo il quale al bene è imposto l'osservanza delle regole, la passività. Mentre al "male", l'attività  a cui è concesso tutto. Questo contrasto è ben rappresentato dai due personaggi del romanzo all'opposto l'uno dall'altro. Padre Domenico e il mago nero Theron Ware. Blish dedica  il romanzo alla memoria di C.S. Lewis, il quale ha trattato il tema del bene e del male praticamente in tutte le sue opere, dalla Trilogia Spaziale alle Cronache di Narnia passando a tutte le sue opere meno conosciute  ma dove Lewis si ferma ad un aspetto terreno, "umanizzando" il demone, dando al demone preoccupazioni filosofiche cristiane e quindi umane, Blish estranea totalmente i demoni ad una dimensione non umana, totamente estranea al sentire umano e alla sua moralità dualistica di bene e male. 

Sono gli uomini che creano il concetto bene/male e lo limitano a morali soggettive e sono quindi gli uomini che devono risolvere l'enigma di come possa dio permettere al male di esistere e come possa il bene con le sue limitazioni etiche, sconfiggere il male. 
Quindi alla fine il rito si compie e con prevedibili effetti catastrofici. Il bene non ha avuto la forza di contrastare il male. Il male ha vinto.


Come si poteva risolvere tutto questo ?



La soluzione è dopo l'apocalisse.

The Day After Judgment 
(L'Apocalisse e dopo!)
di James Blish, 1971


"se dio è buono non è dio/se dio è dio non è buono"

W.B. Yeats

Blish sente il bisogno di dare una conclusione agli eventi di Pasqua Nera ma anche di dare una risposta all'affermazione nell'ultima riga del romanzo, Quindi nel 1971 pubblica questo romanzo, ultimo atto della sua lunga indagine sulla conoscenza e cercando di dare risposta alla domanda se la conoscenza sia "male".

Il romanzo comincia esattamente dove finiva l'altro. I personaggi sopravvissuti al rito si trovano nelle casa di Ware a Positano. La villa è quasi ridotta in maciere dalla guerra nucleare scatenatasi, parrebbe, dal  governo cinese. In America del nord, in mezzo alla Death Valley sorge dalle sabbie la città di Dite. I personaggi decidono di andarsene e separarsi. Bailes ed il suo segretario raggiungono una base americana scampata all'olocausto nucleare cercando di convincere il generale al comando di non attaccare la città infernale, essendo Baines, convinto che si può trattare con l'inferno per la guerra contro il paradiso. Theron Ware scopre che la magia evocativa funziona ancora nonostante che i demoni siano ormai già nel nostro mondo e grazie alla magia raggiunge velocemente Dite. Padre Domenico va a Venezia dove sta per essere scelto il nuovo papa  dopo la distruzione di Roma.  Ne fugge subito scoprendo che il nuovo papa eletto è uno dei demoni evocati da Ware e anche lui con la magia raggiunge Dite, rincontrandosi con gli altri.

Dopo un furente e inutile attacco delle forze americane superstiti i quattro personaggi (ormai diventati allegorici) entrano nella città infernale scoprendo che è diventata non più tanto un luogo dove accadono cose spaventose ma di per se un luogo spaventoso. 
Terminano il loro pellegrinaggio iniziatico volto a trovare un nuovo posto per l'umanità e una nuova definizione di bene e male al cospetto di Satana in persona il quale gli spiega che non sa se dio è morto oppure si è ritirato in luoghi più distanti ad osservare ma in entrambi i casi l'inferno ha vinto. La ribellione all'alba dei tempi si è compiuta e il viaggio dei quattro pellegrini in un mondo ormai distrutto è volto ad una nuova interpretazione del loro destino. Il messaggio di Satana Mekratig è interpretabile in modo chiaro. Una nuova creatura dovrà sedersi sul Trono lasciato vagante e temporaneamente occupato dall'arcinemico. Temporaneamente perché come spiega Satana ai quattro pellegrini:

(trad. Maria Jatosti)
Ora, come Noi cercammo di essere al principio,
SATANA è Dio: e nella Mia agonia
un Dio più giusto, assai più irato
del Dio tonante sopra d'Israele!
      Ma non per sempre, sebben la nostra legge 
sembrerà eterna. Uomo, oh Uomo, io ti scongiuro,
allontana, allontana da me questo calice!
Non posso berlo. Tu, soltanto tu,
soltanto tu, da solo puoi diventar Dio,
come da sempre fu Sua volontà. Questa caduta,
il mutuo nostro Armageddon quaggiù,
è un tremendo castigo, ma un peggior castigo
attende il Gener tuo; perché tu devi esser pronto
alla Resurrezione. Quella porta, Io,
l'ho sbarrata: la tua è da venire.
In quel remoto Giorno futuro Io sarò là,
a consegnarti le Chiavi fiammeggianti.
      Io, Satana Mekratig, non sopporto
quest'ultima condanna, la più intima, più dura
delle mie condanne: Questa, di sapere in fine
di non aver mai, veramente, voluto esser Dio;
e così, vincendo tutto, tutto ho perduto.

Buona Pasqua a tutti !





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