mercoledì 9 aprile 2014

CREAM BBC session 1966 -1968 Il Potere dei TRE.




LA CREMA DEL BRITISH BLUES

"In Principio Era Alexis Korner".





L'inizio alla Silmarillion non è inappropriato (e poi sempre di musica parliamo). Come gran parte dei musicisti che faranno successo e fortuna anni dopo, anche John Mayall venne folgorato per la "strada del tabacco" dopo avere condiviso il palco col padre del blues britannico.
Mayall era tornato in patria dopo l'esperienza in Corea e faceva il disegnatore grafico a scopo alimentare. Già da anni un grande amante del blues partecipava al circuito dei club del nord ovest, intorno all'area della sua Manchester.  
Una sera tra le tante del 1962 gli capita di aprire una performance dei Blues Incorporated di Korner e la sua vita cambia radicalmente. 
Lasciati i Blues Syndacate, dove conosce il suo futuro più talentuoso batterista, Hugh Flint, a gennaio del 1963 si trasferisce da Manchester a Londra dove Korner gli presenta tanti musicisti utili per portare avanti i suoi progetti. Tra questi, John McVie (poi Fleetwood Mac) e il bravissimo quanto misconosciuto Roger Dean (non quel Roger Dean) alla chitarra elettrica. Vengono notati dalla DECCA dopo aver fatto da supporter al tour inglese di John Lee Hooker e cominciano a pubblicare diversi singoli (alcuni prodotti da Jimmy Page) e un album, "John Mayall plays JM" uscito nel 1965 che cattura una performance tenuta al Klooks Kleek Club il 7 dicembre dell'anno precedente.

Il successo discografico (6° posizione in classifica) e un posto indelebile nella storia del (futuro) rock arriva però nel 1966, dopo che Roger Dean, insegnate non molto interessato a diventare una "star"  viene sostituito da Eric "slowhand" Clapton. Blues Breakers, John Mayall With Eric Clapton (e John McVie  e Hugh Flint), noto anche come "Beano" dal comic strip che si vede leggere in copertina da Clapton, è consegnato alla storia il 22 luglio 1966. E' uno dei più grandi successi di sempre del Blues Underground britannico e vero apri pista del movimento "sotterraneo" e parallelo allo strapotere commerciale del Beat (Mersey e non) che porterà al Blues Boom alla fine del decennio e che a sua volta porterà al Rock Hard degli anni '70.

Eric Patrick Clapton  non ha mai "incontrato" Korner (ma sfiorato, partecipando agli All Star di Cyril Davies, insieme all'amico Jimmy Page). Dopo la soddisfazione di aver fatto da gruppo spalla al tour inglese di Sonny Boy Williams nel 1963 e il successo del suo gruppo di appartenenza, The Yardbirds, con il loro primo album "Five Live Yardbirds" del 1964,  all'inizio del 1965, Clapton non condivide la loro svolta commerciale e para beat (Geoffrey Arnold Beck ringrazia) e va in cerca di altro.

Eric Clapton parteciperà ai Blues Breakers di Mayall in due periodi. Il primo tra aprile e agosto del 1965 realizzando singoli, il secondo e più interessante, copre il periodo compreso tra novembre 1965 e luglio 1966, dove realizzano l'album "Beano" (a marzo '66).
L'attività concertistica vede la formazione (Mayall, Clapton, Glint, McVie) attiva per tutto il 1965 ed il 1966 nei migliori (ma anche i peggiori) club londinesi, Marquee, Flamingo Club (dove si esibivano Zoot Money e George Fame), Klook's Kleek, Bromel Club e tanti altri.
A McVie capitava di tanto in tanto di alzare troppo il gomito costringendo Mayall a trovare bassisti sostituti in specifiche date. Colui a cui capitava di sostituirlo più spesso era un certo scozzese di nome, John Symon Asher "Jack" Bruce.

Nella gavetta di Jack Bruce è capitato anche (inevitabile) di passare per il palchetto di Korner e Davies nel 1963. Ci resta poco ma in quel contesto fa conoscenza con il lungo Dick Heckstall-Smith, il tondo Bond .... Graham Bond e soprattutto l'altro lungo, Roscio Baker.

Lasciato "il palchetto Korner-Davies" il "power trio" Bond, Bruce , Baker realizza un singolo a maggio del '63. Diventano un quartetto con l'aggiunta del non ancora Vishnu, John McLaughlin che ci resta fino a luglio, con poco materiale prodotto e poi dopo qualche aggiunta e uscita minore, ad aprile del 1964, entra la barbetta di D. Heckstall-Smith. Questa formazione ORGANisation, la più famosa ma forse non la migliore, realizza due album nel 1965, di scarso successo commerciale ma di molta influenza su futuri altri protagonisti del (proto) rock. Poi, anche in considerazione della poca empatia umana tra Baker e Bruce, Bond scioglie questa formazione (chiamando un giovane contabile di nome Jon Hiseman, che poi finirà con Mayall, che poi ..., ma questa è un'altra storia) e quindi arriviamo al tempo in cui Bruce, a spasso, trova il tempo di fare Merenda Blues insieme a Mayall, Clapton e Flint.

Clapton e Bruce si trovano bene insieme. Il primo assiste ad un concerto di Buddy Guy in trio e viene sedotto dall'idea. Bruce si ricorda del suo non-amico roscio (che pure suonerà con i Blues Breakers per una sola data a maggio del 1966), che accetta. Baker, Bruce, Clapton.
I CREAM. Un Basso. Una Batteria. Una Chitarra. Tre Limousine.

Potere al Trio

I Cream sono il power trio più famoso della storia del rock. Non il più duraturo di per sé ma duraturo nell'influenza avuta su molti altri power trio (o trii?) venuti dopo.
Emerson, Lake and Palmer, Rush,  i tre principali gruppi rock irlandesi, Taste, Thin Lizzy e Skid Row, sono power trio di palese e dichiarata ispirazione Cream.
Non è il primo Power Trio.

I Tre Caballeros, noto Power Trio precedente ai Cream
Due esempi li abbiamo già visti poco fa.  Anche i coevi Who (in un certo senso sono un power trio). 
Il primo gruppo di Tony McPhee, nel 1963, prima dei Groundhogs, era un Power Trio. Il primo gruppo "Trinity"  Brian Auger nel 1964, prima degli Steam Packet era un Power Trio (Auger, Weller, Brown, prototipo di EL&P, Quatermass, Refugee ecc).
I Jey Birds con Alvin Lee, prima dei Ten Years After, sono stati dal 1961 al 1966 un power trio.
I Big Three con John Gustafson (bassista dei Merseybeat, del power trio Quatermass e dei Roxy Music), insieme al batterista J. Hutchinson e il chitarrista Adrian Barber, sono stati un Power Trio dal gennaio del 1961 alla metà del 1962.

E di esempi, scavando se ne potrebbero fare tanti altri. Albert Lee, prima di "sposarsi" con Chris Farlower. I Soft Machine nei primi album sono stati un Power Trio.

Professor Alsar, Stampel e Il Cospiratore. Tre noti
Arci Cattivi, uniti per il crimine. Pericolosissimi!
Il Power Trio è una concezione tipicamente britannica (ci sono eccezioni, ovviamente), dove i gruppi, rispetto a quelli americani, sono sempre stati di più piccolo cabotaggio. Sarà per motivi demografici, sarà che la tradizione country e gospel degli Stati Uniti porta i gruppi di questo paese ad essere più numerosi (stile squadra di calcetto ma a volte anche di calcio), sarà che il "template" dei gruppi (Mersey) Beat è quello a 4 The Crickets di Buddy Holly.
Qualunque sia il motivo questa è una realtà testimoniata dai fatti.

Il gruppo di piccolo cabotaggio richiede un approccio all'arrangiamento e al singolo strumento, completamente diverso. Non puoi barare. Non puoi riposarti. Ogni elemento è fondamentale per l'economia del brano. Se si è in 4 devi fare la tua parte. Se si è in 3 devi fare 2 parti. La matematica in questo caso è opinione.

Avete presente il video di Hotel California degli Eagles ? Quello con Don Henley col torcicollo ? Si vedono, in alcune scene "catturate" dal palco, un bassista, un batterista che canta (col torcicollo), 3(tre) chitarristi.
A guardarli si ha l'impressione che se qualcuno sparasse con un M110 a uno o magari due dei chitarristi durante la performance, l'ascoltatore neanche se ne accorgerebbe. Il pezzo andrebbe avanti lo stesso.
Questo col Power Trio sarebbe impossibile. Provate a sparare a Geddy Lee (non fatelo ma se proprio dovete, fatelo magari mentre fa un acuto con la voce) durante un concerto. Se ne andrebbe improvvisamente mezzo brano.

Il Significato Numerologico del Numero "3".
Considerato il "numero perfetto", in quanto espressione della Triade o Trinità, il Numero Tre viene associato a Giove che rappresenta l'autorità, i lsenso del dovere portato alla sua massima espressione. E' il simbolo spirituale della pianta che allunga i suoi rami (triforcazione) e i Pitagorici lo consideravano sacro perché permette di tracciare il triangolo, figura perfetta.

Adesso il "trino" Jacopo ci elenca le BBC session dei CREAM
In neretto le session esistenti.



CREAM



Eric Clapton, Jack Bruce, Ginger Baker



• Studio 4, Maida Vale - London, 21 October 1966
First broadcast: “Bandbeat”, 21 November 1966

• Spoonful
• Sleepy Time Time
• Rollin’ and Tumblin’

La prima session dei Cream avvenne due mesi prima della pubblicazione del primo album del gruppo “Fresh Cream”, per il programma “Bandbeat”, una trasmissione dell’epoca volta ai gruppi di maggior successo. Purtroppo partiamo subito male: questa session, che storicamente sarebbe interessantissima,  non sopravvive ai giorni nostri. Il materiale (ufficiale e non) dal vivo del 1966 è molto scarso e la presenza di questa session ci avrebbe aiutati meglio a capire come si presentava il gruppo dal vivo all’epoca. In particolare, il grande cavallo di battaglia “Spoonful” sarebbe stato particolarmente interessante da sentire in questo periodo, per capire a che livelli avvenisse l’improvvisazione durante i primi concerti dei Cream.


• Playhouse Theatre - Northumberland Avenue, 8 November 1966
First broadcast: “Saturday Club”, 12 November 1966

• Sweet Wine
• Wrapping Paper
• Rollin’ and Thumblin’
• Sleepy Time Time
• I’m So Glad
• Steppin’ Out

Tanto per far capire quanto già fossero occupati i Cream all’epoca (che avevano fatto uscire il loro primo 45 giri “Wrapping Paper”/”Cat’s Squirrel”): questa seconda session è stata registrata pochi giorni dopo la precedente e mandata in onda addirittura prima. Per fortuna, questa sopravvive e ci dà qualche dettaglio in più. In particolare, notevole l’esecuzione di “Wrapping Paper”, il primo 45 giri dei Cream, un brano non troppo rappresentativo per il gruppo e subito abbandonato senza dubbio anche per l’astio del batterista Ginger Baker verso questo pezzo. Questa BBC session è stata ufficialmente pubblicata sul CD “BBC Sessions” che, però, include soltanto i brani che sopravvivono sui master della BBC oppure sui Transcription Disc, un tipo di vinile speciale prodotto dalla BBC e spedito all’estero per poter esportare alcuni tipi di programmazione. Nei Transcription Disc, solitamente, l’annunciatore era il veterano della BBC Brian Matthews, e questo spiega perché la sua voce sia così presente nelle pubblicazioni d’archivio, a tal punto da diventare leggendaria. Poiché solo 4 dei 6 brani suonati in questa session sopravvivono sui Transcription Disc, “Sleepy Time Time” e “I’m So Glad” non sono state incluse nel CD ufficiale. Per fortuna, tali brani esistono comunque, su registrazioni di qualità sorprendentemente buona effettuata da un ascoltatore radio. Interessante notare la citazione dell’inno Francese durante l’assolo di chitarra in “I’m So Glad”. Il motivo di tale citazione è che, all’epoca, Clapton aveva una fidanzata Francese. Una curiosità: solitamente, visto il tempo limitato, le BBC session dei gruppi erano dei take live in studio senza sovraincisioni. Tuttavia, poiché i Cream erano musicisti particolarmente validi e svelti, avevano sempre tempo per ritoccare un po' le loro incisioni per la BBC. Questo gli consentirà, in futuro, di fare in session alcuni brani che, per forza di cose, non potevano fare dal vivo. Le sovraincisioni che si possono notare in questa session sono le chitarre ritmiche e i cori su "I'm So Glad" e "Steppin' Out" e, più chiaramente, il basso su "Wrapping Paper", brano in cui il piano era suonato da Jack Bruce.


• Studio 2 - Aoelian Hall, 28 November 1966
First broadcast: “Guitar Club”, 30 December 1966

• Crossroads
• Sittin’ On The Top of the World (perduto)
• Steppin’ Out (perduto)

Nel giro di poco più di un mese i Cream avevano già registrato tre BBC session, segno di quanto fossero già popolari all’epoca. Questa session venne incisa per il programma “Guitar Club” e consisteva di vari standard. La maggior parte della session oggi è perduta: solo “Crossroads” sopravvive su un nastro registrato da un fan alla radio ed è l’unico brano ad essere stato incluso su “BBC Sessions” a non provenire da un master tape o da un Transcription Disc. La versione di questo pezzo è molto diversa (e più breve) da come sarebbe apparsa sul terzo LP del gruppo “Wheels of Fire”. Per lo stesso motivo sarebbe stato molto interessante sentire anche questa versione di “Sittin’ On The Top of the World”, anch’essa in seguito incisa in quell’album.


• Maida Vale 4 - London, 9 December 1966
First broadcast: “Rhythm & Blues World Service”, 9 January 1967

• Cat’s Squirrel
• Traintime
• I’m So Glad
• Lawdy Mama

Per questa session vengono ripresi due brani dal primo LP, uno nuovo e uno standard blues. “Traintime” sarà in seguito pubblicata sul terzo LP del gruppo “Wheels of Fire” e, come dice il titolo stesso, è poco più di una jam tra Jack Bruce all’armonica e Ginger Baker alla batteria nella quale i due, in pura tradizione blues, imitano il suono del treno che avanza. “Lawdy Mama” è uno standard che i Cream cercheranno di riprendere per il successivo LP “Disraeli Gears”. Non riusciranno a registrarne una versione convincente, ma useranno la traccia base per creare una loro composizione, “Strange Brew”. Tuttavia, questa versione non ha ancora quell’arrangiamento e qui suona come lo standard blues che è. Ancora una volta, Clapton cita l’inno Francese durante il suo assolo in “I’m So Glad”. Anche in questa session si colgono alcune sovraincisioni: l'armonica contemporaneamente al basso su "Cat's Squirrel" e una seconda traccia vocale su "I'm So Glad" e "Lawdy Mama".


• Playhouse Theatre - Northumberland Avenue, 10 January 1967
First broadcast: “Saturday Club”, 9 January 1967

• I Feel Free
• N.S.U.
• Four Until Late
• Traintime
• Toad

In questa session è chiaro che il gruppo andava piuttosto in fretta. I brani scelti sono veloci e spigliati (c’è persino una rarità: “Four Until Late”, suonata pochissimo dal vivo) e anche le sovraincisioni sono minimali: solo dei battiti di mani su "I Feel Free" (nella quale viene aggiunta anche una chitarra ritmica), una doppia pista vocale in tutti i brani cantati ad eccezione di "Traintime" e l'armonica su "Four Until Late", suonata da Jack Bruce. “Traintime” e “Toad” (con l’assolo di batteria molto, molto corto) sopravvivono solo su registrazioni prese da segnale radio, ma non sono presenti nei Transcription Disc che in questo momento sono in possesso dalla BBC. Per questo motivo, non sono state incluse sul CD ufficiale “BBC Sessions”.


• Playhouse Theatre - Northumberland Avenue, 16 January 1967
First broadcast: “Monday Monday”, 16 January 1967

• (sconosciuto)

Questa era una session in diretta e quindi non incisa su nastro dalla BBC. Poiché non esistono registrazioni non ufficiali di questa session, è impossibile sapere quali brani sono stati suonati e quanto sia durata (probabilmente, non più di 25-30 minuti). 


• Playhouse Theatre - Northumberland Avenue, 25 January 1967
First broadcast: “Monday Monday”, 25 January 1967

• (sconosciuto)

La session precedente fece successo tra gli ascoltatori, quindi il gruppo venne invitato a ricomparire anche la settimana successiva in trasmissione. Purtroppo, anche questa session ha la stessa sorte della precedente: non è stata incisa su nastro dalla BBC e pare che non ci siano registrazioni non ufficiali, per cui, ora come ora, è impossibile sapere quali brani siano stati suonati.


• Playhouse Theatre - Northumberland Avenue, 30 May 1967
First broadcast: “Saturday Club”, 3 June 1967

• Strange Brew
• Tales of Brave Ulysses
• We’re Going Wrong

Al momento di registrazione di questa session, il gruppo stava registrando il secondo album, destinato a diventare il più famoso “Disraeli Gears”, per cui, decise di offrire agli spettatori un gustoso assaggio di ciò che avrebbero sentito 5 mesi dopo (il disco uscì il 10 Novembre 1967). Come già spiegato prima, la versione in studio di “Strange Brew” si basa su una traccia base che i Cream avevano inciso come loro versione di “Lawdy Mama” (l’originale è disponibile sul disco “postumo” “Live Cream”, l’unico brano in studio), per cui è stata fatta in maniera un po’ troppo veloce. Questa versione, invece, è più ponderata e più spigliata e decisa. “Tales of Brave Ulysses”, invece, è un brano che, sebbene destinato a diventare uno dei cavalli di battaglia del gruppo, non è ancora memorizzato bene dai loro componenti, per cui questa versione suona un po’ indecisa, cosa sottolineata anche dal fatto che Jack Bruce sembra non ricordarsi bene il testo. In questa session è possibile notare sovraincisioni di chitarra ritmica e di voce, in alcuni punti.


• Playhouse Theatre - Northumberland Avenue, 14 July 1967
First broadcast: “Joe Loss Show”, 14 July 1967

• Tales of Brave Ulysses
• Take it Back

Questa è l’unica session “dal vivo” (nel senso: mandata in onda in diretta, mentre il gruppo suonava) a sopravvivere. Anche qui, i Cream danno anticipazioni di brani che saranno in seguito inclusi su  “Disraeli Gears”, includendo anche “Take it Back” che dal vivo diventerà una rarità. A questo punto, i Cream avevano memorizzato meglio “Tales of Brave Ulysses”. Poiché il master tape di questa session è inesistente (come già detto, venne mandata in onda in diretta) e sopravvive solo grazie alla perizia di un ascoltatore, non è stata inclusa su “BBC Sessions”.


• Studio 2 - Aoelian Hall, 24 October 1967
First broadcast: “Top Gear”, 29 October 1967

• Born Under A Bad Sign
• Outside Woman Blues
• Take it Back
• Sunshine of Your Love
• Tales of Brave Ulysses (perduto)

Una piccola chicca: questa session è stata trasmessa sul programma “Top Gear”, la celeberrima trasmissione di John Peel che, all’epoca, era ancora agli albori (ed era un grande fan del gruppo, uno dei pochi dell’epoca assieme ai Family e ai Beatles a cui rimase affezionato per tutta la vita). In questa session si continua a dare anteprime di “Disraeli Gears”, ormai di prossima uscita, ma c’è anche “Born Under a Bad Sign” uno standard blues amato dal gruppo. Clapton, nelle interviste dell’epoca, dichiarò esplicitamente che questo pezzo sarebbe stato incluso nel terzo LP (e così fu). Ancora una volta, la session presenta sovraincisioni di voce e di chitarra ritmica nei brani. La session ci è giunta completa, ad eccezione di questa versione di “Tales of Brave Ulysses”, che non sopravvive ai giorni nostri.


• Studio 2 - Aoelian Hall, 9 January 1968
First broadcast: “Top Gear”, 14 January 1968

• Politician
• SWLABR
• Blue Condition
• Steppin’ Out
• We’re Going Wrong (perduta)

Ultima session per il gruppo, stavolta a uscita del disco avvenuta. Molto interessante notare la versione embrionale di “Politician”, pezzo che sarà incluso sul terzo LP del gruppo “Wheels of Fire” e che all’epoca non aveva ancora un testo ufficiale (la leggenda dice che il paroliere Peter Brown l’abbia dettato a Jack Bruce via telefono durante le pause nella registrazione della session). Altre rarità sono “SWLABR” e “Blue Condition” (cantata da Ginger Baker), due brani amati dal gruppo ma, per la loro complessità, difficili da eseguire dal vivo e quindi non eseguiti. Molto interessante comparare questa versione di “Steppin’ Out” a quella del 1966 che sopravvive. Come al solito, si notano sovraincisioni di chitarra ritmica e di seconda voce durante i brani. Solo tre dei cinque brani sopravvivono in un Transcription Disc (con i commenti di Brian Matthews). “Blue Condition” sopravvive su un nastro registrato da un ascoltatore (e quindi non è inclusa su “BBC sessions”), mentre “We’re Going Wrong”, che venne mandata in onda per la prima volta durante la replica della session il 18 Febbraio 1968 è andata perduta.
















venerdì 4 aprile 2014

The Crimson ProjeKCt sono un modo di fare le cose.


Concerto del 1° aprile 2014 a Roma, Auditorium, Sala Sinopoli.

Riassunto delle puntate precedenti:


King Crimson, come entità metafisica musicale nella sua gloriosa esistenza si è preso per due volte delle pause di ritiro meditativo.
Quando vi era la necessità (e i musicisti disponibili) il Sovrano appariva. Quando terminava la sua funzione (e finivano le idee) scompariva. Poi ritornava  ... e scompariva ... in una ciclicità coerente con la concezione tradizionale della Storia.

IL 21° secolo dell'Uomo Schizoide. PUNTO D'INCONTRO Speciale KING CRIMSON


Torno a parlare dei King Crimson a Punto d'Incontro.

Chi mi segue da anni nelle mie settimanali avventure radio musicali sorriderà:

"Quando mai hai smesso di parlare dei King Crimson?''

mercoledì 26 marzo 2014

Cosmo Oro 2: Aarn Munro il Gioviano (ciclo) di John W. Campbell Jr.


COSMO - CLASSICI DELLA FANTASCIENZA - Volume n.02 1971
Direttore responsabile: Gianfranco Viviani.
Titoli originali:
THE MIGHTIEST MACHINE (1934)
Traduzione di Stanis La Bruna
THE INCREDIBLE PLANET (1949)
THE INFINITE ATOM (1949)
Traduzione di Olwen Sugden 
In copertina: "Il Satellite" di Antonio Cazzamali.

Dall'introduzione di Riccardo Valla:
Con la morte di John Wood Campbell jr., avvenuta nel luglio 1971 per attacco cardiaco, scompare dalla fantascienza americana una delle sue figure più importanti: una personalità che è stata per quarant’anni in una posizione di primo piano, dapprima come scrittore, successivamente come direttore della più diffusa rivista specializzata: “Astounding Science Fiction”.

Queste poche righe usate da Valla per l’introduzione al libro potrebbero già essere sufficienti per rimarcare l’importanza di Campbell  nella storia della Science Fiction. 


Nel resto dell’introduzione, Valla, si dilunga sui primi racconti pubblicati da Campbell negli anni ‘30 su Amazing Stories di Hugo Gernsback, si sofferma poi sull’importanza di questa pubblicazione e del suo ideatore per lo sviluppo della futura editoria di genere , di che tipo di rivista fosse e perché era così diversa dalle altre, dell’influenza che ha avuto Campbell sui più importanti autori dell’età dell’oro della fantascienza attraverso Austounding e conclude, sul declino di quest’ultima rivista e dell’avvento della FS sociologica.



Oggi un’introduzione del genere potrà apparire didascalica ma bisogna considerare che nel 1971 molte cose non le si poteva dare per scontate. Se pur la FS era ormai presente nel mercato italiano da ormai 20 anni, si cominciava solo in quel periodo (o poco prima) a dargli un supporto critico/storico utile ai lettori per inquadrare gli autori, i movimenti, i  temi, i periodi e i vari tipi di sotto generi della fantascienza inglese e americana .
Di questo le introduzioni alle edizioni della Nord e quelle a cura di Fusco e De Turris per la Fanucci, sono stati fondamentali (oltre alle fanzine) per formare in Italia generazioni di appassionati.

In breve:
Nell’aprile 1926, esce il primo numero di Amazing Stories di Hugo Gernsback. Una data  di importanza storica e sparti traffico tra la proto fantascienza (tutta quella scritta e pubblicata prima di questa data) e la Fantascienza propriamente detta (tutta quella scritta e pubblicata dopo). Tra la proto FS e la restante FS non c’è nessuna differenza, tranne questa distinzione cronologica, oltre alla naturale evoluzione stilistica, contenutistica e tematica avuta nel corso dei decenni.
Amazing Stories è stata la prima rivista specializzata in un tipo di romanzi e racconti a sfondo “scientifico”, fino a quel momento “miscelati” agli altri tipi di storie (weird, fantasy, western, poliziesco ecc) sui pulp magazine.

Tutti i principali autori di proto FS e dei primi anni di Amazing Stories, E.E. Smith, E.R. Burroughs, A. Merritt ecc. hanno influenzato Campbell nella sua narrativa degli anni ’30, quasi del tutto terminata con la sua ascesa ad ottobre del 1937, alla direzione di Astounding Fiction, trasformandola, da una delle più importanti riviste di FS, ai tempi in cui era gestita da Tremaine, alla Rivista di Fantascienza più importante, ricordata, amata (ma anche criticata) come la più influente testata del genere mai esistita. La famosa Età dell’Oro della Fantascienza.

Hugo Gernsback


Insomma, ad un profano, quando gli si nomina la parola fantascienza (tolto il cinema moderno) quello che pur in modo vago e incerto (e magari senza saperlo) gli viene in mente subito è la fantascienza di Campbell e di Astounding Stories.

Che poi è la fantascienza di Asimov, Heinlein, Sturgeon,Van Vogt, del Rey, de Camp, Hubbard (prima di ScieNpiaggini, che segnò il declino della rivista. Ne parleremo tra poco), Simak, Williamson (presente però dagli anni ’30 fino ai giorni nostri) e molti altri.
Quasi tutti autori “scoperti”, cullati e guidati da Campbell e diventati quello che sono attraverso le pagine della rivista in 30 anni di prosperoso regno editoriale.




Poi la fine degli anni ’50 e gli anni ’60. L’avvento della FS sociologica e intellettuale di Phol e Konbluth, di Dick e Ballard, di Sheckley e Vonnegut, di Le Guin ed Aldiss e di riviste come Galaxy e New World. 


Oltre al cambiato gusto della società e all’evoluzione letteraria del genere, il declino stesso della rivista di Campbell (nel frattempo diventata Analog Science Fiction and Fact) dovuta a motivi interni. Per storie sempre meno trascendentali e sempre più mimetiche, volte a consolidare quanto detto fino a quel momento invece di tentare strade nuove e la teoria para-qualunque cosa sia della Dianetics, inventata e presentata da Ron Hubbard proprio sulle pagine di Astounding e completamente abbracciata dal suo direttore editoriale, tanto da alienarsi troppi lettori e troppi suoi autori pupilli.

Poi Star Wars e Star Trek (quello anni ’90, perché quello degli anni ’60 era ancora molto radicato nel modo Gernsback/Campbell di intendere la FS) .. poi i videogiochi.

Aarn Munro il Gioviano della Nord ci presenta un’antologia di 3 romanzi. E già dalla seconda uscita appare una delle caratteristiche della collana Cosmo Oro. Quella di raccogliere in un unico tomo (o poco più) diversi romanzi o cicli, in origine o in diverse edizioni, pubblicate separatamente. 
Cosa positiva se il volume è rilegato in cartoncino come erano i libri Nord a quel tempo, un poco meno positiva se l’edizione è in brossura come succedeva alla Nord in tempi successivi.

Nonostante tutto quello detto nell’introduzione su Campbell e l’età dell’oro, questo trittico di romanzi ci immerge pienamente nella FS avventurosa degli anni ’30. La Space Opera.

Il ciclo, che nell’originale non è mai intitolato al protagonista, ci trasporta in avventure spaziali che molto devono a E.E. Smith, piene di super scienza, astronavi immense con equipaggi numerosi, battaglie spaziali, pianeti misteriosi.
Campbell era un fisico, e la sua fiducia nell’uso di questo campo della conoscenza, insieme alla chimica, come principali risolutori di tutti i problemi (anche quelli sociali), è quasi commovente.
I personaggi sono abbozzati attraverso i dialoghi spesso (e troppo) pieni di tekno bubble pre trekkiano ma in alcuni momenti, sorprendentemente anche, spigliati e sagaci. Se si superano indenni i primi capitoli del primo romanzo, dove tutti straparlano in tekno bubble, il resto è divertimento assicurato. Non che smettano di parlare ma almeno ogni tanto sono interrotti (per nostra fortuna) da qualche alieno sempre più cattivo e sempre più potente che si presenta con corazzate, incrociatori e super armi.

Poi, inaspettatamente, ci imbattiamo nel primo lungo capitolo del terzo libro. Un piccolo capolavoro che anticipa brillantemente e in modo anche toccante la fantascienza che arriverà nei decenni successivi. Punto di vista ribaltato, analisi sociologica e storica. Personaggi protagonisti (non umani) più profondi e umani di quelli titolari della serie.
Si sente molto la differenza nello stile utilizzato per la descrizione delle cose e per i dialoghi tra il primo romanzo e i successivi due. E il traduttore del primo romanzo, rispetto a chi ha tradotto gli altri due (tutti mondadoriani) non aiuta.


Tutti i romanzi sono “montaggi”  di racconti scritti nella prima metà degli anni ‘30 ma solo “ THE MIGHTIEST MACHINE” fu pubblicato all’epoca su Astounding, in 5 puntate a partire da dicembre 1934.
Ironicamente, al futuro direttore della rivista, gli altri racconti (capitoli) dei successivi due romanzi, vennero rifiutati dal direttore dell’epoca, F. Orlin Tremaine e quindi pubblicati la prima volta, direttamente in volume, nel 1949, quando ormai la FS si era evoluta nella direzione che proprio Campbell aveva contribuito così massicciamente a prendere.

                   


John W. Campbell Jr.
                          



venerdì 21 marzo 2014

ROXY MUSIC, BBC session .... un gruppo avanti ... ma nel decennio sbagliato!


Agli inizi del 1970 un ragazzone di nome Bryan, ex insegnate di ceramica da poco licenziato, si ritrova in una cantina del Fulham Palace Road per una audizione musicale. I suoi severi esaminatori sono due tipi minuti. Uno sbarbato e con un naso buffo, l'altro con la barba, gli occhiali e interamente buffo.
Siccome ai due le doti musicali latenti di Bryan piacciono, viene scartato e raccomandato al "giamaicano" Chris Blackwall.
Ma prima Bryan, coinvolto anche il suo amico bassista Graham Simspon (che se n'è andato il 16 aprile 2012), deve mettere insieme un gruppo di persone capaci di rendere concrete le sue idee e per farlo compie il gesto da cui sono originati molti matrimoni della storia del rock.  Mette un annuncio sul Melody Maker.
Rispondono un ex secchione d'arte e letteratura, il polifiatista Andy Mckay che si porta dietro anche il suo compare, Brian Peter St. John le Baptiste de la Salle Eno (accorciato in Brian Eno perché altrimenti non c'era spazio per gli altri sulla copertina).
Aggiunti il batterista Paul Thompson e il più sfigato chitarrista inglese degli anni '60, David O'List, il gruppo è pronto.
Manca soltanto un management e una produzione  seria e professionale.
Al primo pensa il "giamaicano" che (per loro fortuna) strappa il gruppo a John Peel, affidandoli alle salde e "oneste" mani dei Signori E. & G. Records con omertosa preoccupazione dei due buffi individui del Fulham Palace Road.
Alla seconda, pensa quello sbarbato dei due buffi individui di cui sopra.

Tra i più importanti innovatori nell'uso dell'elettronica in contesti lontani dai movimenti d'avanguardia.
Unico gruppo glam che può definirsi tale non solo per quello che indossano.
Parcheggio per talentuosi "progressivi" in attesa.
Anticipatori della new wave romantica futuristica pop british e per questo
unico gruppo anni '70 a suo agio negli anni '80.

Questi sono i
ROXY MUSIC

Ma prima, Dave O'List, fa quello che gli è sempre riuscito meglio: Farsi cacciare dai gruppi. 
Poi al suo posto viene messo un chitarrista mezzo inglese, mezzo colombiano e in ultimo, viene reclutata qualche bella ragazza, perché non ci stanno mai male ...



Jacopo Muneratti, attraverso le BBC session ve ne racconta le gesta dei primi anni.



ROXY MUSIC

Bryan Ferry, Davy O’List, Brian Eno, Andy McKay, Graham Simpson, Paul Thompson

• Maida Vale Studio T1 - Kensington House, 4 January 1972
First broadcast: “Top Gear”, 21 January 1972, 18 February 1972 (*)

• Re-Make/Remodel
• If There Is Something
• The BOB (Medley)
• Would You Believe?
• Sea Breezes (*)

Prima session dei Roxy Music e primo documento del gruppo ad essere disponibile cronologicamente, addirittura antecedente alla registrazione dell’album. Questa session è stata di vitale importanza per il gruppo perché, grazie alla sua messa in onda, il gruppo è riuscito ad avere un contratto con la Island (inizialmente, il gruppo era stato proposto alla Dandelion di John Peel ma, anche se il DJ Britannico era un fan della band, la cosa non andò a buon fine). Colpisce all’occhio, comunque, la presenza di Davy O’List, l’ex chitarrista dei Nice che aveva militato brevemente nei Roxy Music. Buffo notare come, sebbene fosse l’unico musicista professionale e con esperienza del gruppo, suoni chiaramente come l’anello debole. Per questo motivo, non molto dopo la registrazione della session venne sostituito dal ben più celebre (nel contesto Roxy Music) Phil Manzanera. O’List, comunque, farà qualche session con Bryan Ferry nel 1974. Questa session, comunque, è uno di quei documenti la cui importanza storica eccede quella musicale. Il gruppo non ha, infatti, ancora deciso bene che arrangiamenti fare, e c’è una certa dose di ingenuità in tutte le esecuzioni. In particolare, i pattern ritmici del batterista Paul Thompson, che su disco saranno molto più variegati e personali, sono uguali per tutti i pezzi, dando una dose di staticità e di ripetitività non troppo apprezzabile. L’unico momento dove il gruppo convince a pieno è la conclusiva “Sea Breezes” nella quale O’List si redime con un assolo sorprendentemente emozionale e dove le armonie vocali di Ferry, Eno e McKay suscitano un certo interesse. In definitiva, la session mostra delle buone fondamenta per un gruppo che ha potenzialità per diventare interessante, ma che non ha ancora sviluppato a pieno il suo talento e trovato una strada coerente da percorrere. Questo è l’unico documento non ufficiale a contenere il bassista originale (e fondatore del gruppo assieme a Ferry) Graham Simpson, che lascerà il gruppo poco dopo la registrazione del primo omonimo album.

Bryan Ferry, Phil Manzanera, Brian Eno, Andy McKay, Peter Paul, Paul Thompson

• Maida Vale Studio T1 - Kensington House, 23 May 1972
First broadcast: “Top Gear”, 23 June 1972

• Bitters End
• 2 HB
• Chance Meeting
• Ladytron

Il primo disco del gruppo, registrato a Marzo del 1972, mostrava un grande passo avanti rispetto alla session di due mesi prima e, all’epoca, colpì per la sua freschezza e la sua vena futuristica che si amalgamava perfettamente ad un sound di base che sembrava strizzare un po’ l’occhio al Rock’n’Roll anni ‘50. Come già accennato prima, il bassista Graham Simpson lascia il gruppo ancora prima della pubblicazione del disco, più interessato al Sufismo che ad una carriera musicale. Per questa session viene rimpiazzato da Peter Paul, una meteora che non arriverà nemmeno alle registrazioni del singolo successivo. Per la seconda session, curiosamente, il gruppo ha deciso di incidere tutti gli altri brani del disco che non erano stati inclusi nella prima. L’album uscì il 16 Giugno 1972, quindi pochi giorni prima della messa in onda della session ed è importante notare come, a questo punto, il gruppo abbia ben studiato la differenza studio/live e si sia preparato bene per la registrazione di questa session. Nessuna di queste versioni è una copia, nell’arrangiamento, della sua controparte in studio e il gruppo, questa volta, suona deciso e compatto. Ottima, soprattutto, la versione di “Ladytron”, con il mellotron in primo piano molto più presente rispetto alla sua versione in studio e con un finale improvvisato dove Manzanera e Eno si sbizzarriscono con vari effetti. Interessante anche notare la presenza di “Bitters End”, il piccolo brano finale doo-wop del disco, solitamente ignorato dal vivo.

Bryan Ferry, Phil Manzanera, Brian Eno, Andy McKay, Rik Kenton, Paul Thompson

• Maida Vale Studio T1 - Kensington House, 18 July 1972
First broadcast: “Top Gear”, 1 August 1972

• Virginia Plain
• If There is Something

Nell’Agosto 1972 esce il 45 giri “Virginia Plain”, non incluso su album e registrato specificamente come singolo. Questo pezzo diventerà la prima hit del gruppo e sarà destinato a diventare un grande classico dal vivo. Il suo successo sarà tale che verrà incluso in tutte le ristampe del primo disco nonostante al basso compaia Rik Kenton invece di Graham Simpson. Kenton suona anche in questa session e, inizialmente, doveva essere il bassista definitivo del gruppo. Purtroppo, non sarà così e, anzi, proprio in seguito alla sua uscita (che avverrà qualche mese più tardi), i Roxy Music decideranno di proseguire senza un bassista ufficiale (l’unico a cui proposero tale ruolo fu John Gustafson che però rifiuto, anche se suonò in tutti gli album da “Stranded” a “Siren”). Questa versione di “Virginia Plain” è molto interessante, perché è diversa da tutte quelle dal vivo, in quando l’assolo di chitarra di Phil Manzanera è esteso e sembra essere improvvisato, senza una durata definitiva. In seguito, dal vivo, l’assolo sarà tale e quale a quello in studio. Come altro brano della session viene scelta “If There is Something”, pezzo che dal vivo, a questo punto, era diventato uno dei due punti forti della performance (l’altro era “The BOB (Medley)”). In questa versione, parallelamente a quelle dal vivo, il brano viene esteso a 12 minuti, con assolo di Manzanera e McKay, che si concedono anche un piccolo duetto.

• Maida Vale Studio T1 - Kensington House, 6 November 1972
First broadcast: “Top Gear”, 9 November 1972

• The BOB (Medley)
• For Your Pleasure
• Grey Lagoons

Per questa session, Ferry & co. decidono di proporre l’altro caposaldo delle loro esibizioni dal vivo (“The Bob (Medley)”, il brano più progressive del gruppo, qua in una versione fantastica, probabilmente una delle cose migliori della loro carriera) e due brani nuovi, anteprima del futuro album. La futura title-track dell’album “For Your Pleasure” risulta, per ora, meno psichedelica di come apparirà in futuro e, inoltre, Ferry canta in falsetto e Manzanera esegue l’assolo due ottave più in alto, mentre “Grey Lagoons” è semplicemente in versione più aggressiva. Interessante notare come questo ultimo pezzo, all’epoca, si chiamava “The Bogus Man part 2”. “Grey Lagoons” su disco, seguirà davvero “The Bogus Man”, ma, a parte questo, i due brani non hanno niente in comune: né liricamente, né musicalmente. Questa session, probabilmente musicalmente la più interessante, è l’unica di cui la BBC non ha conservato nessun brano in master tape o in un Transcription Disc (un tipo di vinile speciale prodotto dalla BBC e spedito all’estero per poter esportare alcuni tipi di programmazione) e, per molto tempo, era considerata completamente perduta: nemmeno i collezionisti più arditi ne avevano una copia. Nel 2006, improvvisamente, è saltata fuori una parziale registrazione off-air, ma con qualità audio eccellente e un paio di anni più tardi, ha fatto la comparsa una seconda registrazione della session completa, sempre off-air e di qualità audio meno buona anche se pur sempre soddisfacente. In questo momento abbiamo, quindi, tutti i brani registrati dai Roxy Music alla BBC in qualità audio più che accettabile.

Bryan Ferry, Phil Manzanera, Brian Eno, Andy McKay, Sal Maida, Paul Thompson

• Maida Vale Studio T1 - Kensington House, 5 March 1973
First broadcast: “Top Gear”, 8 March 1973

• Pyjamarama
• Do The Strand
• Editions of You
• In Every Dream Home a Heartache

Ultima session per il gruppo, ormai a popolarità abbastanza alta da non aver più bisogno di servirsi di tale mezzo per promuovere la propria attività. A questo punto, il secondo album del gruppo, “For Your Pleasure” era già terminato e la sua uscita sarebbe stata imminente (24 Marzo), mentre il singolo “Pyjamarama”, in seguito non incluso su album, era fresco di uscita. Su disco (e anche su questa session) il basso è suonato da Sal Maida. In questa session, non sorprendentemente, i brani non si discostano molto dalle loro versioni in studio e risultano solo dei take più calorosi (in quanto senza sovraincisioni), ma senza la grinta e i cambiamenti che verranno fatti in futuro (cosa che si nota soprattutto su “Editions of You” e “Do The Strand”). Interessante, comunque, il break di “Pyjamarama” dove il sassofono di McKay viene reso distorto e stridente da Eno. Questa versione di “In Every Dream Home a Heartache” non è conservata dalla BBC, ma, per fortuna, sopravvive in una registrazione off-air. A causa di questo motivo, comunque, è il brano con qualità audio minore in assoluto di tutte le session (anche se perfettamente ascoltabile).




p.s.
Un ringraziamento particolare a Giampiero Frattali per aver scritto correttamente,
Brian Peter St. John le Baptiste de la Salle Eno.



venerdì 14 marzo 2014

BBC SESSION: CAMEL

"The Brew" sono un tipico power trio inglese, formatosi nel 1971 a Guildford, nel Surrey ed è composto da Andrew Latimer (chitarra), Andy Ward  (batteria), Doug Ferguson (Basso). 

Il loro debutto discografico è come "album band" di accompagnamento a Phillip Goodhand-Tait nel suo secondo album "I Think I'll Weite a Song".

Subito dopo vengono reclutati sempre come "album band", da Peter Bardens (ex Them e Shotgun Express) e diventano i CAMEL.


Dal 1973 fino al 2002 (anno della morte di Bardens), tra alti e bassi, producono molti album  tra i quali forse i migliori, restano i primi tre: Camel (1973), Mirage (1974) e The Snow Goose (1975).


                                                                                                   
                                










Ma forse il più bello, sorprendentemente è "The Single Factor", uscito l'anno di disgrazia 1982. Con tanti, inaspettati e graditi ospiti : Anthony Phillips, Francis Monkman, Dave Mattacks, Simon Phillips e .... Peter Bardens.



Non sono Canterbury.
Ma da molti verranno considerati  loro malgrado molto vicini a quel sound.
A fine anni '70 molti ex Caravan entreranno nel gruppo per dischi molto lontani da "quel sound" ma a volte "bastano i nomi".
Anche Mel Collins collaborerà con loro ma nessuno ha mai pensato di definirli "crimson sound" ma è pur vero che .. con chi non ha collaborato Mel Collins ?

Sicuramente hanno fatto molto bel rock "progressive". Sospeso tra melodie gentili e rock intelligente con spesso (forse troppo) strizzate al "commerciale".

Sono certamente un gruppo di "cult" (uguale) per chi arriva da altri gruppi analoghi ma possono piacere anche a chi non mastica quello "strano rock li".

Hanno fatto anche le loro BBC Session. 
Pochine e di reperibilità frammentata.

Lascio la bardatura del cammello a Jacopo Muneratti:


CAMEL

Andrew Latimer, Peter Bardens, Doug Ferguson, Andy Latimer

  • Langham 1, Maida Vale - London, 19 February 1973
First broadcast: “Top Gear”, 15 March 1973

    • Never Let Go
    • Arubaluba
    • Curiosity
    • Six Ate

Questa session rappresenta il documento più vecchio dei Camel, ufficiali e non. La session è stata registrata nel Febbraio del 1973, nello stesso mese di pubblicazione dell’album. Non sorprendentemente, quindi, i brani non suonano così diversi dalle loro versioni in studio, anche se, generalmente, l’esecuzione è più rilassata. Il master di questa BBC session è andato perduto. Per molto tempo, solo “Arubaluba” e “Curiosity” sopravvivevano su un nastro registrato da un fan dalla radio. La qualità audio è molto buona, solo un po’ distorta sui bassi, probabilmente per usura del nastro, e in stereo. Sicuramente, il segnale radio è stato registrato direttamente su nastro, invece di un microfono attaccato ad una cassa. L’altro 50% della session era considerato perduto. In realtà, nel 2012, è stato recuperato un nastro incompleto della puntata di “Top Gear” del 12 Aprile 1973 (data di replica della session), contenente uno dei brani mancanti: “Six Ate”. La qualità audio di questo nastro è inferiore: sicuramente è stato registrato con un microfono attaccato alla cassa. Comunque sia, è un ritrovamento inaspettato e provvidenziale. Purtroppo, il brano rimanente della session, “Never Let Go”, è tutt’ora perduto. Speriamo in un secondo miracolo? 

  • Langham 1, Maida Vale - London, 22 August 1973
First broadcast: “Sounds of the Seventies”, 3 September 1973

    • The White Rider
    • Earthrise
    • Lady Fantasy

Questa session è ancora mancante, purtroppo, e sarebbe particolarmente interessante se venisse ritrovata, perché i tre brani incisi (tutti e tre in seguito inclusi sul secondo album “Mirage”) sono in versioni che precedono l’uscita del disco di otto mesi (1 Marzo 1974). Interessante notare come il gruppo abbia deciso di incidere i tre brani più lunghi e meno immediati del disco. Per questi motivi, è bello immaginarsi che, come un brano mancante è stato ritrovato decenni dopo, anche questa session possa nascondersi su un nastro non digitalizzato da qualche parte di questo pianeta. Cerchiamo solo di non romperci le dita a forza di incrociarle!